officina di falegnameria




Nicola Cavalini


Nicola Cavallini è nato a Viganello in Ticino nel 1972, a 16 anni grazie ad un fotografo amico di famiglia, scopre la sua passione per la fotografia e si chiude in camera oscura per emergerne ai 18, quando decide di studiare architettura a Venezia nell’istituto IUAV. Dopo la laurea si dedica alla pesca dei cefali in laguna mentre lavora come architetto in un piccolo studio di restauri veneziano. Non molto tempo dopo, torna in Ticino e vive in Val di Muggio nella vecchia casa dei nonni materni da dove ogni giorno osserva il Monte Generoso dalla finestra della cucina. È qui che si consolida la sua passione per i boschi, i funghi e i legni. Cerca e trova lavoro come apprendista falegname. Spinto dagli eventi, nel 2003 si ritrova a Porto dove trova lavoro come architetto-supervisore-falegname-operaio in una grande falegnameria industriale. Negli ultimi anni, mette a punto la preparazione della focaccia pugliese e della carne secca, conosce João e le sue sette dita fatate. Finalmente, nel 2010, Lenholento diventa un progetto vivo fatto di sogni e creatività.




João Carneiro


João Carneiro nasce a Candal in Vila Nova de Gaia nel 1964 tra una cantina di Porto e l’altra. In quegli anni Salazar ha ancora il potere dittatoriale e a João, come per tanti altri, non resta che acchiappare la vita per le corna sin dalla culla. Si lancia giovanissimo, tra una marachella e l’altra, nel mondo del lavoro come apprendista falegname, animato da una grande passione per la creatività e dal profumo del suo legno preferito, il Pau Cetim. Nel frattempo la dittatura finisce, il Portogallo diventa membro della CEE e João, ormai esperto adulto, cerca e trova lavoro in una grande falegnameria dove realizza progetti di importanti architetti contemporanei ascoltando hard rock e affinando il suo gusto estetico. Nel 2005 conosce Nicola con cui condivide prima i piaceri culinari e poi un progetto surreale per una falegnameria unica nel suo genere, dove lavoro e piacere sono il binomio di qualità e memoria.





Alipio


Alípio de Sousa - Marceneiro de cadeiras, artesão de madeiras. EmCadeirarte: conceito natural-artesanal de transformação de madeiras provenientes do Mar e da Serra, com recurso a técnicas antigas e clássicas. Objetos com alma. Ecoarte. Contemplação do elemento Madeira.

Era eu ainda uma criança
Tinha na vida uma certa esperança
Nos estudos até era um promissor
Mas o futuro revelou-se enganador
Cedo tive de deixar a escola
Olhar a tal infância pela vitrola
Depressa num adulto me tornei
Se agora tenho dez ou vinte anos, já não sei
Com tanta precariedade a meu redo
Tive de pôr a uso o meu suor
A família sempre a aumentar
E a incerteza a marcar o seu lugar
Sou proletário, sim senhor
Mas não o faço por louvor
Sou os infortúnios do destino
Levantar cedo e ser ladino
É já ter sina de trabalhador
O tempo agora para viver é limitado
Vive-se ao domingo e ao feriado
São tantas ordens, tanta obrigação
Que o meu corpo quase entra em convulsão
Houve até um dia em que pensei
Semear uma nova inocência
Mas falhei
A pedincha já não é uma solução
E assim tenho de trabalhar na construção
Os tostões que me dão como ordenado
Não chega para alimentar o agregado
É meio mundo a abusar o inocente
Esquecendo-se que é da criança que se constrói a gente.